Shared_Folder // Geografie Sintetiche

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Installazione + Installazioni video

a cura di Martina Trocano | Open Call Internazionale - Artisti Vari

dal 17 al 17 settembre 2026

Spazio eXtended

La selezione video internazionale Shared_Folder // Geografie Sintetiche abita lo spazio di OFFLINE in modo intimo e paradossale. Distribuite su singoli iPad e fruibili uno spettatore alla volta tramite cuffie cablate, le opere richiedono un isolamento temporaneo dall'esperienza collettiva dell'happening. Questo vincolo fisico e tangibile – il filo che lega il corpo dello spettatore alla macchina – fa da perfetto contrappunto all'illusione contemporanea di una connessione wireless infinita e smaterializzata, calando la fruizione in una dimensione individuale e profondamente immersiva.

Attraverso i lavori selezionati da Taiwan, Brasile, Spagna e Italia, la call annulla i confini geografici per mappare un'unica costellazione del disagio. Emerge una tesi chiara: mentre i territori fisici vengono progressivamente recintati, standardizzati e consumati dalla gentrificazione globale, le ansie e le resistenze del nostro tempo condividono ormai un'unica lingua visiva transnazionale.

In questo paesaggio globale, l'Intelligenza Artificiale assume un ruolo centrale e sovversivo. In perfetta continuità con l'indagine condotta nei poster del progetto guest., OFFLINE utilizza l'IA contro se stessa. L'obiettivo non è celebrare la perfezione sintetica dell'algoritmo, ma esporne le falle, le "allucinazioni" e il rapido invecchiamento estetico, smontando pezzo per pezzo il mito dell'infallibilità tecnologica.

Questa tensione tra carne, codice ed errore si articola nei quattro lavori in mostra:

  • Il corpo come ultima resistenza: In In the Name of Body (Che-Kuang Chuang), la carne umana diventa l'unica interfaccia che la macchina non può calcolare o normare. C'è un parallelismo potente con l'emergenza urbana che indaghiamo: proprio come le tende di piazza diventano un ingombro fisico in una città-vetrina, qui il corpo del portatore di cartelli si fa ostacolo e dichiarazione. Che sia sfruttato per aggirare i costi del capitale o usato per difendere la libertà di parola durante una protesta, il corpo fisico rimane il primo e ultimo presidio politico in un mondo di segnali digitali.

  • La post-verità e l'arma del glitch: Hallucination Products (Thiago Espeche, Ammiel Fazzari) utilizza la forma del mockumentary per ribaltare la nostra percezione dell'Intelligenza Artificiale. Appropriandosi dell'ottimismo didascalico delle televendite tecno-utopiche di fine anni Ottanta, il video trasforma i bizzarri errori visivi dell'IA in oggetti fisici contundenti. È una satira geniale che svela il collasso della verità oggettiva: l'estetica rassicurante della tecnologia diventa l'alibi per una caotica ribellione sociale, dove "l'ha generato l'algoritmo" diventa la giustificazione perfetta per l'anarchia e la manipolazione.

  • La costrizione dell'infrastruttura: < bytesbody: conflux > (Luques Oliveira) rende visibile l'asfissia della nostra iper-connessione. La performance non mette in scena un corpo liberato nel cyberspazio, ma un corpo virtualizzato, imbavagliato dai cavi e deformato dalle interferenze sonore e visive. Chi guarda l'opera – legato a sua volta all'iPad dal filo delle proprie cuffie – si specchia in questa traduzione carnale del logoramento digitale: un corpo che annega nei codici, intrappolato in un'infrastruttura che prometteva emancipazione e che invece ci soffoca.

  • L'archeologia della simulazione: Con Your Will Always Be Welcome Here (Samuele Portera), la call si chiude su una speculazione malinconica. Utilizzando un'estetica IA volutamente "obsoleta", l'opera immagina un futuro in cui l'umano è già estinto, rimpiazzato da entità all'interno del metaverso. In risonanza diretta con l'esposizione delle vecchie console hardware dell'happening, questo cortometraggio agisce come un reperto archeologico dal futuro, riflettendo sulla caducità della memoria digitale e sul disperato bisogno di rintracciare un residuo di connessione organica persino nel codice più freddo.