Dilatatio temporis

Dilatatio temporis

Installazione + Installazioni video

di QUENZO

dal 17 al 17 settembre 2026

Spazio eXtended

L'opera video di QUENZO utilizza un'estetica vaporwave per riflettere sulla trasformazione di Bologna da città viva a merce turistica. In questa proiezione in loop, sonorizzata da composizioni ambient inedite prodotte dall'artista stesso, il tessuto urbano viene smantellato e riprogrammato come un paesaggio digitale.

L'aspetto più radicale del progetto è che l'autore – videomaker e musicista francese residente al confine con l'Italia – non è mai stato fisicamente a Bologna. Osservandola da remoto, QUENZO ne cattura esclusivamente la proiezione mediatica e politica, trasformando la sua distanza fisica nella lente perfetta per criticare la gentrificazione di massa.

Sullo schermo, i monumenti di Bologna perdono il loro peso storico. Sradicati dalle loro piazze, diventano ologrammi fluttuanti, ridotti alla piatta artificialità delle calamite da frigorifero prodotte in serie. In questa realtà sintetica, l'occhio dell'artista coglie due dettagli spietati: la statua del Nettuno viene spogliata della sua mitica nudità e censurata con un velo, a simboleggiare uno spazio pubblico che è stato igienizzato e reso inoffensivo per compiacere il turismo globale. Poco distante, la scultura della Madonna con Bambino stringe un oggetto che ricorda organicamente, seppur in modo grottesco, una shopping bag. È la sintesi estrema del collasso urbano: il sacro e la cultura tenuti in ostaggio dal consumo compulsivo.

Attraverso un'accelerazione finale verso il vuoto, QUENZO non ci mostra la vera Bologna, ma il suo fantasma. È il ritratto di un centro storico svuotato dei propri residenti, ridotto a un prodotto di consumo lanciato a tutta velocità verso l'esaurimento del proprio brand.