Open Call for Moving Image Works | OFFLINE BOLOGNA – A Vaporwave Hypothesis
Open Call for Moving Image Works
OFFLINE BOLOGNA – A Vaporwave Hypothesis
Progetto curatoriale di Martina Trocano
Scadenza candidature: 30 agosto 2026
ZED Festival prosegue il proprio percorso di ricerca dedicato alle nuove forme dell'immagine in movimento con OFFLINE BOLOGNA – A Vaporwave Hypothesis, un progetto curatoriale ideato da Martina Trocano e una open call internazionale rivolta ad artisti, filmmaker, video artist, media artist, digital creator e studenti.
Da sempre ZED Festival si configura come un avamposto di indagine sul presente in prospettiva del futuro, esplorando le possibilità espressive della screendance attraverso l'incontro tra coreografia, cinema, movimento, nuove tecnologie, creatività e linguaggi innovativi. Accanto alla programmazione di cortometraggi, lungometraggi, opere immersive, film a 360°, esperienze VR/AR, performance, talk e workshop, il festival promuove processi creativi capaci di mettere in dialogo danza, arti visive e media contemporanei.
Dopo l'esperienza di ZED + La Danza in 1 Minuto International Screendance Contest, nasce un nuovo progetto curatoriale dedicato alle pratiche espanse dell'immagine in movimento.
OFFLINE BOLOGNA – A Vaporwave Hypothesis
L'evento si terrà il 17 settembre 2026 presso Spazio Extended di Bologna, luogo sperimentale dedicato alle pratiche artistiche che esplorano l'arte e le nuove tecnologie oltre i confini della videodanza.
Più che una mostra tradizionale, OFFLINE BOLOGNA si configura come un ambiente audiovisivo immersivo: un ecosistema di immagini in movimento che convivono in un flusso continuo, invitando il pubblico ad attraversare memorie frammentate, tecnologie obsolete e futuri digitali speculativi.
La domanda da cui prende avvio il progetto è semplice quanto radicale:
Cosa accade quando una città diventa un archivio corrotto?
Una ricerca sul postmoderno e sulla nostalgia digitale
OFFLINE BOLOGNA nasce da una ricerca sul postmoderno, sul kitsch e sulle nuove tecnologie, con una particolare attenzione al glitch come fenomeno estetico e culturale. Il progetto esplora il fascino dei non-luoghi, degli schermi come dispositivi di distrazione e della nostalgia digitale come forma di memoria collettiva.
La Vaporwave costituisce il principale riferimento teorico del progetto: non semplicemente un'estetica riconoscibile, ma un dispositivo critico attraverso cui interrogare la mercificazione dello spazio urbano, la standardizzazione dell'esperienza e le dinamiche della città-brand. L'immaginario inaugurato da opere seminali come Floral Shoppe di Macintosh Plus continua infatti a offrire uno strumento efficace per leggere le contraddizioni del capitalismo digitale e dell'urbanizzazione contemporanea.
Console obsolete, interfacce dei primi software tridimensionali, supporti digitali dismessi e media del passato diventano reperti archeologici di un futuro che immaginavamo migliore: frammenti di un immaginario collettivo costruito dal capitalismo globale tra gli anni Novanta e Duemila.
In questa prospettiva il glitch assume un valore simbolico oltre che visivo. Non rappresenta soltanto l'errore digitale, ma la frattura della simulazione, il momento in cui il sistema si interrompe e lascia emergere ciò che normalmente rimane invisibile. È il crash del sistema operativo della città ordinaria, uno scarto che mette in discussione la continuità dell'esperienza urbana e apre uno spazio di immaginazione critica.
L'utilizzo dell'intelligenza artificiale si inserisce nello stesso quadro teorico: non come semplice strumento di produzione delle immagini, ma come elemento centrale di una riflessione sul rapporto tra memoria e generazione sintetica, archivio e simulazione, autenticità e riproducibilità.
L'obiettivo del progetto non è costruire una denuncia didascalica, ma generare un'esperienza capace di oscillare tra riflessione critica, ironia e straniamento, lasciando convivere il piacere estetico della nostalgia con una lettura consapevole delle trasformazioni culturali del presente.
Bologna come archivio corrotto
OFFLINE BOLOGNA applica questa ricerca all'identità urbana della città.
L'evento mette in relazione la Bologna storica — i suoi portici, le torri, le piazze e il patrimonio architettonico — con l'estetica dell'obsolescenza tecnologica e della cultura digitale. Attraverso il linguaggio della Vaporwave e del glitch, la città viene immaginata come un archivio in progressivo deterioramento, dove memoria storica e memoria sintetica convivono all'interno dello stesso paesaggio visivo.
Il risultato è un sogno collettivo in cui le rovine digitali del capitalismo globale si sovrappongono alla città reale, generando un ambiente sospeso tra passato, presente e futuro.
Concepito come format curatoriale replicabile, OFFLINE può essere adattato anche ad altre città segnate da fenomeni di gentrificazione, branding urbano e trasformazioni dell'identità locale, costruendo ogni volta un nuovo archivio di immaginari contemporanei.
Il framework curatoriale
La call invita artisti e autori a presentare opere capaci di dialogare, attraverso approcci personali, sperimentali o poetici, con temi quali:
• nostalgia digitale;
• obsolescenza tecnologica;
• memoria sintetica;
• immaginari generati dall'intelligenza artificiale;
• platform capitalism;
• spazi liminali;
• archeologia di Internet;
• rovine digitali;
• estetiche post-Internet;
• archivi corrotti;
• futuri speculativi;
• glitch, artefatti di compressione e decadimento visivo.
Non viene richiesto uno specifico linguaggio estetico: l'interesse curatoriale è rivolto a opere capaci di sviluppare una riflessione originale su questi temi. Sono ammesse anche opere già realizzate e precedentemente presentate.
Chi può partecipare
La call è aperta a livello internazionale a:
• artisti emergenti;
• filmmaker;
• video artist;
• media artist;
• digital creator;
• studenti.
Opere ammesse
Sono accettati lavori di moving image appartenenti a differenti pratiche e linguaggi, tra cui:
• cinema sperimentale;
• opere narrative;
• lavori astratti;
• animazione;
• opere realizzate con il supporto dell'intelligenza artificiale;
• progetti ibridi e cross-mediali.
La durata è libera, anche se le opere comprese tra 1 e 10 minuti risultano particolarmente adatte al formato espositivo.
Il formato espositivo
Le opere selezionate entreranno a far parte di un'installazione audiovisiva continua presentata durante l'evento pubblico del 17 settembre 2026.
Piuttosto che una proiezione lineare, i video saranno distribuiti su una rete di iPad collocati all'interno dello spazio espositivo, dando vita a un paesaggio visivo in costante evoluzione che il pubblico potrà attraversare liberamente.
Sono preferibili opere prive di audio, poiché l'installazione sarà accompagnata da un ambiente sonoro site-specific realizzato da ZED Festival. Saranno comunque prese in considerazione anche opere dotate di una colonna sonora originale.
Perché partecipare
OFFLINE BOLOGNA non è un concorso, ma una piattaforma curatoriale dedicata agli artisti che lavorano tra screendance, videoarte, AI, animazione ed expanded cinema.
L'obiettivo è costruire un archivio temporaneo degli immaginari digitali contemporanei, favorendo il dialogo tra autori emergenti e affermati che sperimentano nuovi linguaggi visivi.
Le opere selezionate saranno presentate durante l'evento pubblico e promosse attraverso i canali di comunicazione di ZED Festival.
Premi
La presente open call non prevede premi o riconoscimenti economici. La selezione consentirà la partecipazione all'installazione espositiva di OFFLINE BOLOGNA – A Vaporwave Hypothesis.
Contatti
Per informazioni:
Martina Trocano
martina@zedfestival.it
zedfestival.team@gmail.com