
Lost & Found
Lost & Found
Extended per ArtCity 2026
Spazio eXtended
Esposizione di sculture
di Fabrizio Molducci
SINOSSI
In questa serie Fabrizio Molducci ha lavorato alla combinazione di più materiali come legno, fili metallici, bulloni, pietra, cemento e oggetti vari per creare sculture dove i singoli componenti cercano di dare vita a un agglomerato che da un lato faccia dimenticare i materiali e le forme originali e dall’altra non arrivi mai veramente a una raffigurazione necessaria, restando sempre sospeso tra molte possibilità. La chiave di lettura diventano quindi gli oggetti smarriti che entrano nella struttura stessa dell’opera; sono oggetti abbandonati e persi rispetto ad un ciclo che hanno avuto e non necessariamente compiuto. Il loro uso non è un’esigenza di recupero o di riuso funzionale, è un atto di nostalgia verso i segni che il tempo e l’uso hanno lasciato; oggetti smarriti da recuperare e trasformare, nel rispetto delle vite che segretamente custodiscono. Il loro posto nell’opera è come un ritrovamento che resta sospeso tra un passato ignoto a chi guarda e un futuro possibile, cristallizzato nella composizione, ma vivo e malleabile nell’immaginazione.
Non c’è uno sforzo figurativo riconoscibile, ma suggestioni che lascino spazio a una composizione estetica, nel senso di bello e armonico quanto di senso e racconto.
BIO
Dopo la Laurea in Ingegneria nel 2001, si avvicina al teatro nel 2005 seguendo percorsi formativi legati all’uso della voce e del corpo e lavorando in diverse produzioni sia per la scena che per il video, affiancando negli ultimi anni anche l’attività di operatore culturale e organizzatore di eventi legati alla danza, al video e alle nuove tecnologie. Dal 2008 comincia una ricerca artistica personale e autodidatta, una pratica compositiva, un gioco di assemblaggio di materiali e oggetti di riuso o recupero; i materiali preferiti sono legno, pietra, cemento, bulloni, fili di ferro, ottone e rame da modellare in forme nuove autonome o abbinati a elementi naturali o oggetti, appunto, di recupero, per creare opere nuove guidato da un’estetica del ricordo.
