Lost & Found

Lost & Found

Installazione

Extended per ArtCity 2026

dal 5 al 7 febbraio 2026

Spazio eXtended

Esposizione di sculture
di Fabrizio Molducci

SINOSSI

In questa serie Fabrizio Molducci ha lavorato alla combinazione di più materiali come legno, fili metallici, bulloni, pietra, cemento e oggetti vari per creare sculture dove i singoli componenti cercano di dare vita a un agglomerato che da un lato faccia dimenticare i materiali e le forme originali e dall’altra non arrivi mai veramente a una raffigurazione necessaria, restando sempre sospeso tra molte possibilità. La chiave di lettura diventano quindi gli oggetti smarriti che entrano nella struttura stessa dell’opera; sono oggetti abbandonati e persi rispetto ad un ciclo che hanno avuto e non necessariamente compiuto. Il loro uso non è un’esigenza di recupero o di riuso funzionale, è un atto di nostalgia verso i segni che il tempo e l’uso hanno lasciato; oggetti smarriti da recuperare e trasformare, nel rispetto delle vite che segretamente custodiscono. Il loro posto nell’opera è come un ritrovamento che resta sospeso tra un passato ignoto a chi guarda e un futuro possibile, cristallizzato nella composizione, ma vivo e malleabile nell’immaginazione. 
Non c’è uno sforzo figurativo riconoscibile, ma suggestioni che lascino spazio a una composizione estetica, nel senso di bello e armonico quanto di senso e racconto. 

BIO

Dopo la Laurea in Ingegneria nel 2001, si avvicina al teatro nel 2005 seguendo percorsi formativi legati all’uso della voce e del corpo e lavorando in diverse produzioni sia per la scena che per il video, affiancando negli ultimi anni anche l’attività di operatore culturale e organizzatore di eventi legati alla danza, al video e alle nuove tecnologie. Dal 2008 comincia una ricerca artistica personale e autodidatta, una pratica compositiva, un gioco di assemblaggio di materiali e oggetti di riuso o recupero; i materiali preferiti sono legno, pietra, cemento, bulloni, fili di ferro, ottone e rame da modellare in forme nuove autonome o abbinati a elementi naturali o oggetti, appunto, di recupero, per creare opere nuove guidato da un’estetica del ricordo.